L’Australia vieta la pubblicità sul gioco in TV, Radio e Internet

Il primo ministro australiano, Malcolm Turnbull, ha dichiarato che nel paese saranno vietati gli annunci pubblicitari relazionati col gioco d’azzardo in televisione, radio e su Internet, durante lo svolgimento di eventi sportivi che si terranno in diretta prima delle 20:30. Tali restrizioni rientrano nella revisione delle norme che regolano la Broadcast Industry del Paese, che vedrà un taglio delle tasse annuali versate dai maggiori network televisivi.

Turnbull ha dichiarato alla stampa a New York che, ad eccezione delle corse di cavalli, sarà vietato mandare in onda annunci pubblicitari sul gioco d’azzardo prima delle 20.30. La decisione sarà attentamente esaminata dalle squadre sportive australiane e dai vari campionati, che hanno stretto accordi di sponsorizzazione con l’industria del gioco d’azzardo.

NL Rugby, per esempio, ha un accordo di 60 milioni di dollari australiani con Sportsbet. Altri bookmaker che operano in Australia sono Bet 365 Group, Tabcorp Holdings Plc di Ladbrokes, Crown Resorts Ltd. e William Hill Plc.

L’Australia è la nazione che gioca più d’azzardo nel mondo davanti a Hong Kong e Finlandia: ogni persona ha speso 761 dollari nel 2015, secondo i dati del Global Betting & Gaming Consultants. Gli Stati Uniti occupano il settimo posto della classifica.

Le nuove restrizioni sono parte di un più ampio pacchetto di riforma riferito alla radiodiffusione, e saranno annunciate nella riunione di bilancio la prossima settimana. Comprenderà la sostituzione dei tassi di licenze libere con nuove tasse annuali e cambiamenti nelle leggi di proprietà dei media, ha spiegato il ministro delle Comunicazioni Mitch Fifield.

Le attuali restrizioni si applicheranno a chi controlla le concessioni televisive commerciali, che superino il 75% della popolazione australiana o di qualsiasi società che controlla più di due su tre radio; televisione o giornali in una sola città saranno inoltre rifiutati.

Al fine di dare “sollievo finanziario” alle emittenti commerciali, il governo inoltre abolirà i diritti di di licenza annuale del broadcasting, che genera circa 130 milioni di dollari australiani all’anno, e introdurrà una nuova tassa annuale.

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