Decreto fiscale, addio scontrini: arriva la “Lotteria”

La misura era prevista dalla manovra del 2016 ma non ha mai ricevuto attuazione: arriverà dal 2020, la cosiddetta “lotteria degli scontrini”, che prenderà il nome di “lotteria dei corrispettivi” e andrà in vigore dal primo gennaio, esattamente tra poco più di un anno. Il tutto collegato alla fatturazione elettronica. Nel testo anche uno sconto fiscale del 50% del prezzo di adattamento i registratori di cassa telematici necessari per il corretto sviluppo della e-fattura e per la nuova lotteria: il ‘bonus’ sarà applicato direttamente dal venditore. Ed è questa una delle grandi novità che il governo giallo-verde ha intenzione di introdurre.

Stando a quanto riporta il quotidiano ‘Il Tempo’, lo Stato, per la lotta all’evasione e per stanare chi non vuol pagare le tasse, si affida alla lotteria. Per questo una delle misure su cui si sta ragionando è un vecchio, quanto storico, cavallo di battaglia della sinistra capitanata da Romano Prodi: una riffa legata allo scontrino, rilasciata da ogni esercente al momento dell’acquisto di un prodotto che, automaticamente, si virtualizza. Il tutto legato alla prossima venuta della fattura elettronica per le transazioni economiche previste dal prossimo luglio per tutte quelle imprese che hanno un fatturato minimo di 400mila euro annui. Poi la misura dovrebbe essere estesa a tutti gli altri dopo un lasso temporale di sei mesi. Addio vecchi scontrini, compagni di donne ed uomini dalla notte dei tempi: il mondo cambia e si evolve. Facendo un esempio pratico, acquistando in un negozio di elettrodomestici non si vedrà più la macchina generare quel foglio di carta che porta su di sé la cifra spesa. Quanto spenderete nei negozi verrà automaticamente inviato da qualsiasi titolare all’Agenzia delle Entrate. E per partecipare alla lotteria basterà lasciare, come in farmacia, il codice fiscale. L’uso della tessera sanitaria diventa ancor più importante perché, insieme al pagamento, si possono ottenere i dati necessari per le detrazioni da inserire nella dichiarazione dei redditi. Qualora l’acquirente avrà avuto la premura di far registrare ogni suo acquisto, di giorno in giorno verranno estratti premi in denaro come “ricompensa”. La riffa dovrebbe essere una tutela nonché un incentivo, in questo caso.

I “premi”, chiamiamoli così, influiscono anche sull’annoso dibattito relativo al reddito di cittadinanza, o meglio, sul cavallo di battaglio della politica grillina dal giorno della nascita del Movimento? Di Maio ha chiarito in questo senso che il denaro ricevuto da quanti gioveranno del sussidio non andrà dissipato. Ed è stato anche più specifico, facendo riferimento al mondo del gaming, altro nemico della politica grillino-leghista, come certifica ampiamente e dettagliatamente, sbavature a parte, il Decreto Dignità. Probabilmente, però, i soldi del sussidio non potranno essere utilizzati nemmeno per viaggi, vacanze, palestra, divertimenti vari. In qualche modo parliamo di soldi vincolati e certificati. Invece potranno essere liberamente utilizzati per i beni alimentari e di prima necessità: l’obiettivo della manovra è spingere le persone ad acquistare in base alle proprie necessità, per far circolare la moneta ma soprattutto per rimettere in moto l’economia locale. Tutti punti che il Decreto si occuperà di chiarire, stilando l’elenco delle spese ammesse e di quelle proibite.

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