Dl Dignità: approvato l’emendamento Fregolent sul monitoraggio offerta di gioco

L’emendamento a prima firma di Silvia Fregolent (Pd) sul monitoraggio dell’offerta di gioco è stato approvato dalle commissioni riunite Lavoro e Finanze della Camera, impegnate nell’esame del decreto Dignità che dispone all’articolo 9 il divieto assoluto di pubblicità del gioco oltre all’innalzamento del Preu per slot e Vlt.

Al fine di assicurare un costante monitoraggio dell’offerta di gioco con particolare riferimento alle aree del territorio a maggior rischio di concentrazione di giocatori affetti da disturbo da gioco d’azzardo, anche attraverso una banca dati sull’andamento del volume di gioco e sulla sua distribuzione nel territorio, il Ministro dell’economia e delle finanze, d’intesa con il Ministro della salute, riferisce annualmente al Parlamento sui risultati del monitoraggio“.

La riformulazione proposta da Massimo Garavaglia

Il sottosegretario al Mef, Massimo Garavaglia, nel proporre una riformulazione, accolta dalla deputata e votata favorevolmente dalle commissioni, ha sottolineato che la proposta emendativa “ha una finalità condivisibile ma l’accesso diretto dei comuni alla banca dati sull’andamento del volume di gioco e sulla sua distribuzione nel territorio determinerebbe un costo attualmente non sostenibile”. Per tale ragione ha proposto una riformulazione dell’articolo sopprimendo le parole: “alla quale possono accedere i Comuni”. Ha inoltre sottolineato che l’intesa raggiunta in sede di Conferenza unificata sul riordino dell’offerta di gioco “non è ancora conclusa in quanto non tutte le regioni hanno condiviso le proposte dell’Esecutivo“.

Emendamenti accantonati

Durante la seduta è stato accantonato l’emendamento a firma della deputata del Pd Elena Carnevali, un articolo aggiuntivo 9.011 volto “alla tutela dei minori e all’aiuto ai giocatori” e che “recepisce i contenuti dell’intesa raggiunta il 7 settembre 2017 in Conferenza unificata, con particolare riferimento ai tempi di avvio delle Awpr e dell’introduzione di dissuasori, quali la tessera del giocatore e un’apposita tecnologia di arresto del gioco in caso di problematicità”.

Accantonato ed in attesa di riformulazione, l’emendamento, sempre a firma di Carnevali 9.08 che, nella sua versione originaria, prevedeva che “I pubblici esercizi e i circoli privati che eliminano o che si impegnano a non installare gli apparecchi da intrattenimento previsti dall’articolo 110, comma 6, lettere a) e b), del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, possono chiedere ai comuni il rilascio e il diritto d’uso del logo identificativo ‘no slot’. Con apposito decreto da emanare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il Ministro della salute, su proposta dell’Osservatorio per il contrasto della diffusione del gioco d’azzardo e il fenomeno della dipendenza grave istituito ai sensi dell’articolo 1, comma 133, quarto periodo, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, definisce le condizioni per il rilascio del diritto d’uso del logo identificativo ‘no slot’, nonché per la sua revoca“.

Stessa sorte per l’articolo aggiuntivo 9.07, a prima firma Carnevali, la quale intervenendo nelle commissioni, ha raccomandato al Governo di “rivedere il parere contrario espresso su tale proposta emendativa che insiste sulla necessità di iniziative di sensibilizzazione e di predisposizione di campagne informative“.

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