L’importanza delle emozioni nel gioco d’azzardo

In un contesto, che comprende tutto il mondo e le sue microsfere, sempre più evoluto, oggi come oggi non c’è più bisogno di un semplice prodotto da gioco. Questo perché le esigenze del pubblico si sono quintuplicate: oggi ci si interfaccia con una generazione tecnologia ed avanzata, piena di esigenze, al limite della pretesa. Tutto merito della rivoluzione digitale, che ha letteralmente cambiato il mondo.

L’industria mondiale del gaming è stata parte attiva di questa rivoluzione e dei suoi cambiamenti, al punto che oggi ogni azienda in automatico si trova ad investire sempre più nel digitale, vuoi sulla rete fisica, vuoi sulla rete online e l’universo legato al mobile, dalle app ai software che vanno interamente a ridisegnare il concetto classico e tradizionale di luogo di gioco ed esperienza virtuale. Un universo di nuove sfide, con l’obiettivo primario di offrire una esperienza di gioco che sia quantomai totalizzante ed innovativa. Il tutto tramite un uso ponderato e senza sosta delle soluzioni tecnologiche, per offrire al consumatore un’esperienza completa e gratificante. L’area di interesse principale per l’industria è quella del digitale, grazie anche all’altra rivoluzione, quella del mobile, che ha cancellato il concetto di desktop e che oggi vede ogni smartphone o tablet facilitare l’obiettivo di miliardi di persone tramite due semplici movimenti di dita. Un esempio: le scommesse, tramite pochi passaggi, sono in-play per ogni consumatori. Quando si parla di confort, immediatezza ed istantaneità. Tutto per un mercato esigente ed in perenne evoluzione, con un indice di qualità che si è sensibilmente alzato. Il futuro, da questo punto di vista, promette ancora novità.
Ma digitalizzare significa anche fidelizzare: tutto ruota attorno al giocatore che, catturato da un prodotto, si lega indissolubilmente ad esso. Dietro ogni successo, però, gioca il suo ruolo fondamentale l’emozione del cliente: uno stato d’animo, senz’altro, ma piuttosto una condizione, momentanea, talvolta apparente, eppure capace di guidare sempre il cliente che, tramite un’opera di selezione, guidata appunto da una logica emotiva, razionale e non razionale, seleziona il prodotto di suo gradimento dando al cervello la giusta dose di gratificazione, altro tassello fondamentale assieme alla memoria. Una esperienza positiva, dunque, viene catturata e inglobata dalla propria memoria. Il gioco, così, diventa una questione di cuore e testa. L’user experience è tutto.

A maggior ragione dopo il boom dell’AI, ovvero dell’Intelligenza Artificiale, mezzo che assicura alle aziende investimenti mirati nella comprensione dei comportamenti e delle abitudini dei consumatori. Però l’ambiente emotivo rappresenta il must per ogni contesto. A livello scientifico, esistono prove empiriche che certificano che l’esperienza emotiva di un cliente con una azienda può influenzare il proprio comportamento. Sono cinque i parametri statisticamente collegati al fatturato. Si parla dell’empatia, secondo cui un marchio viene selezionato da un cliente in base a come questo stesso si prende cura di lui, lo ascolti e lo tenga in conto sempre. Poi le ricompense emotive, secondo cui una società di giochi che costantemente fa star bene i suoi consumatori, inevitabilmente li richiamerà e ne guadagnerà altri.

Gli ultimi tre tasselli sono invece la rilevanza, secondo cui i clienti apprezzano le funzionalità che si distinguono chiaramente come uniche e sono limitate nella loro disponibilità sul mercato; la facilità, ovverosia il livello di semplificazione dell’esperienza di gioco. Infine la trasparenza, dal momento che i clienti ricercano sempre, con costanza, l’autenticità.  

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